Dalle aliquote alla portabilità: come cambierà l’ecobonus

Portabilità dell’eco-bonus anche per le spese su singoli edifici e fondo di garanzia per finanziare i singoli interventi. Sono due delle principali novità che il Governo punta ad inserire nella norma che proroga e rivede la disciplina della detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico delle unità immobiliari. Una revisione che parte dalle aliquote facendo scendere l’agevolazione dall’attuale 65% al 50% per alcune tipologie di spese come per finestre e caldaie. Nel corso di un incontro venerdì scorso al Mef tra i ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dell’Ambiente, Gianluca Galletti, e dello Sviluppo economico,
Cessione dei crediti estesa
Tra i punti cardine dell’intervento di revisione del bonus ci sarebbe, dunque, la possibilità di estendere la cessione dei crediti (a fornitori o ad altri soggetti privati) anche per interventi di efficientamento dei singoli immobili. Questa facoltà, infatti, oggi è concessa solo per gli investimenti sui condomini e per il sisma-bonus. Alla portabilità del credito per le singole unità immobiliari si affiancherebbe l’istituzione, all’interno del Fondo nazionale per l’efficienza energetica, di un’apposita sezione totalmente dedicata al rilascio di garanzie su eventuali finaziamenti concessi da istituti di credito per l’esecuzione dei lavori. Una sorta di “eco-prestito” ai cittadini che vogliono procedere alla riqualificazione energetica degli edifici. A finanziare in parti uguali la nuova sezione del Fondo per il triennio 2018-2020 e per un totale di 50 milioni annui, sarebbero il Mise e il ministero dell’Ambiente con gli incassi delle aste delle quote di emissione di CO2 destinati a progetti energetico-ambientali. Dalle stime dei tecnici del Mise e dell’Ambiente le risorse stanziate nel Fondo per le garanzie sarebbero in grado di spingere investimenti per oltre 600 milioni di euro.
Per finestre e caldaie scende la detrazione
La conferma dell’eco-bonus anche per tutto il 2018 in caso di interventi sulle unità immobiliari e fino al 31 dicembre 2021 per efficientamento energetico sulle parti comuni degli edifici è accompagnata, comunque, dalla revisione delle aliquote. Per finestre, schermature, caldaie a condensazione e a biomassa la detrazione Irpef delle spese per risparmio energetico passerebbero dall’attuale 65% al 50 per cento. La rimodulazione al ribasso degli sconti energetici seguirebbe comunque le indicazioni dettate dalla Strategia energetica nazionale (Sen), secondo cui la percentuale del bonus fiscale andrebbe rimodulata in funzione del risparmio atteso per renderlo più compatibile con le riduzioni di CO2. In questo modo per i tecnici dell’Ambiente e del Mise la leva fiscale premierebbe soprattutto gli interventi radicali sull’edificio. Dal 2014 al 2016, infatti, sono stati realizzati circa un milione di interventi di cui oltre 360mila nel solo 2016. Complessivamente gli investimenti attivati nei tre anni hanno oltrepassato i 9,5 miliardi di cui oltre il 40% destinato ai serramenti, il 25% alla coibendazione e poco più del 9% alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio.
Nell’operazione di restyling entrerebbe anche una revisione dei requisiti minimi per le tecnologie ammesse ai benefici. Requisiti fermi ancora al 2007-2008 e che ad esempio non esistono per le schermature solari e le le caldaie a biomassa .

Articolo IL SOLE 24 ore 08/10/2017

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